martedì 22 maggio 2012

BENEDICTUS Lc 1,67-79


 
 

2 commenti:

immagini,omelie e preghiere ha detto...


S. FAUSTI – Lo Spirito apre la bocca di colui che era stato reso muto per la sua incredulità.
Come la sua mutezza fu segno della mancanza di fede, così ora il suo canto è segno della fede che lo mette nel coro dei salvati. Zaccaria profetò. La profezia non consiste nel predire il futuro, ma nel dire la Parola di Dio, vedendo la realtà come Lui la vede.
E' un canto di benedizione per il passato e di profezia per il futuro.
Nella prima parte Zaccaria benedice non per suo figlio, ma per Colui davanti al quale egli cammina, ringrazia per il Messia, già donato.
Nella seconda profetizza la funzione di suo figlio, che sarà precursore di Colui che sorgerà come il sole. E' un inno liturgico , che benedice Dio per il Suo dono promesso e ora realizzato.
Indirettamente mostra il rapporto tra Nuovo e Antico Testamento, come parola di benedizione per il compimento e di profezia per la promessa.
Ciò che finora è avvenuto – la nascita di suo figlio e il concepimento di Gesù – è visto nella loro reciproca relazione alla luce di tutta la storia della salvezza.
Questi fatti , piccoli e inosservati da tutti, nascondono, per chi li sa leggere nello Spirito, la “Visita” di Dio che porta a compimento il Suo disegno d'Amore.
Nella Liturgia è il canto che conclude le lodi del mattino.
Preghiera del sole che sorge, dà inizio al nuovo giorno,il giorno senza fine, l'”oggi” della visita di Dio, che nella Sua Misericordia dona la salvezza , liberando dalle mani dei nemici, togliendo i peccati e illuminando le ombre della morte, per farci servire a Lui in santità e giustizia e camminare nella via della pace.
Così Dio mantiene la Sua promessa.
Hanno parte di spicco la fedeltà di Dio alla Sua promessa di salvezza e un invito a conoscerla meglio per aderirvi sempre più.

immagini,omelie e preghiere ha detto...

Oggi, 24 giugno, celebriamo la solennità della Nascita di San Giovanni Battista. Se si eccettua la Vergine Maria, il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37), sei mesi prima del grande prodigio che ci dà salvezza, l’unione di Dio con l’uomo per opera dello Spirito Santo. I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: «Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via. In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,10-11). (Benedetto XVI - Angelus, 24 giugno 2012)